domenica 19 luglio 2009

Soldato Usa rapito

La televisione satellitare araba Al Jazeera ha trasmesso una registrazione video in cui compare il soldato americano che è stato catturato dai talebani nei giorni scorsi in Afghanistan. Fonti militari Usa hanno confermato all'Associated Press che il video è stato diffuso sul web dal gruppo fondamentalista. Il rapimento risalirebbe al 30 giugno. Nel filmato di 28 minuti, il militare appare seduto, con la barba lunga e con indosso un abito grigio. Nel video si vede il soldato americano, con la testa rasata, parlare verso la telecamera. I suoi rapitori hanno mostrato alla telecamera i suoi documenti e la targhetta di identificazione; sarebbero stati gli stessi talebani ad indicare il sito web sul quale è stato diffuso il video. Il comando Usa da Kabul ha confermato che si tratta del militare americano che stava operando nella provincia sud-occidebntale di Paktika quando è stato dichiarato disperso. La cattura è avvenuta con ogni probabilità a fine giugno ed è stata annunciata il 2 luglio. Successivamente comandanti talebani hanno minacciato di uccidere il prigioniero se Washington non cambierà la sua strategia in Afghanistan. "Servirsi del nostro soldato per fare propaganda è contro il diritto internazionale", ha commentato a caldo un portavoce militare americano. "Stiamo continuando a fare quanto è possibile per riavere il soldato sano e salvo", ha aggiunto. Quello che compare nel video è il primo soldato americano che viene catturato dai talebani dal 2002.

INDONESIA: ATTENTATI, MALAYSIANA LA MENTE DELLA STRAGE

GIAKARTA - E' Noordin Mohammad Top, un malaysiano al terzo posto nella lista dei terroristi più ricercati dal Fbi e di cui l'attuale aspetto fisico è sconosciuto, il militante islamico che le autorità indonesiane considerano il probabile organizzatore del duplice attentato suicida di ieri a Giakarta, che ha causato, secondo l'ultimo bilancio rivisto al ribasso, 8 morti e 55 feriti nelle sale ristorante degli hotel Marriott e Ritz-Carlton. Noordin, un ex contabile di 41 anni di cui circolano due foto segnaletiche ben diverse tra loro, è considerato il capo di una cellula di irriducibili della Jemaah Islamiyah, la rete terroristica regionale che punta all'istituzione di un califfato nel sud-est asiatico, ma che si credeva fosse stata indebolita da numerosi arresti di suoi militanti negli ultimi anni. Il malaysiano è definito dal Fbi un "esperto di esplosivi, raccoglitore di fondi, reclutatore, addestratore" di terroristi. Nel 2006 è sfuggito a un raid delle forze di sicurezza indonesiane, mettendosi alla guida di un gruppo di dissidenti in rotta con il resto dell'organizzazione. Per i servizi di antiterrorismo di Giakarta, le bombe utilizzate ieri - rese ancora più letali dall'aggiunta di chiodi e bulloni - sono "identiche" agli ordigni scoperti qualche giorno fa dalla polizia in un'abitazione di Cilacap, sulla costa sud dell'isola di Giava, considerata l'arsenale di Noordin. Le autorità indonesiane credono che il malaysiano abbia organizzato anche gli attentati di Bali dell'ottobre 2002, nonché l'attacco con autobomba davanti allo stesso Marriott nell'agosto 2003. Mentre continuano le indagini, l'elenco delle vittime di ieri - in maggioranza uomini d'affari - non è ancora completo. Sono stati identificati due australiani, un neozelandese, un singaporeano e un indonesiano. "Crediamo che i tre non ancora identificati includano gli attentatori suicidi", ha detto oggi il ministro degli esteri, Hassan Wirajuda. Questa mattina, intanto, la moglie di un indonesiano ancora dato per disperso ha dato alla luce un bimbo. Nuovi dettagli stanno emergendo sulla dinamica degli attentati, due esplosioni quasi simultanee che hanno sventrato i ristoranti dei due alberghi all'ora della colazione. Il responsabile della sicurezza del Marriott, dove è scoppiato il primo ordigno, ha raccontato al Jakarta Post di aver parlato con uno dei sospetti kamikaze pochi minuti prima: un giovane con zainetto e valigia, che avrebbe detto di voler entrare nella sala da colazione per "consegnare quello che il suo capo gli aveva ordinato". Secondo l'uomo, il sospettato avrebbe alloggiato al Marriott fin dal 15 giugno, il che gli avrebbe consentito di introdurre gradualmente piccole quantità di esplosivo in camera, eludendo i controlli.

Ansa - Ha trascorso numerosi anni della sua vita a studiare e ora, all'età di 76 anni, è riuscito nell'impresa di ottenere la sua decima laurea, in Biotecnologie. Non si sa se il risultato ottenuto qualche giorno fa all'Università di Foggia dal dott.Leonardo Altobelli, nato a Troia in Capitanata, lo potrà collocare nel guinness dei primati, ma lui non sembra tenerci in alcun modo. Dice al contrario che nella sua impresa "non c'é niente di straordinario". Altobelli, che è stato medico di famiglia (ora in pensione) e anche sindaco di Troia, trascorre le sue giornate tra i libri del suo studio, ma non lo fa in modo maniacale. "Studio solo quando c'é da dare un esame - afferma il plurilaureato troiano - altrimenti il mio tempo lo dedico ad altre attività". La sua prima laurea è stata quella in Medicina alla quale hanno fatto seguito quelle in Giurisprudenza, Scienze politiche, Lettere, Filosofia, Scienze dell'educazione, Agraria, Scienze turistiche, Scienze storiche e sociali e, l'ultima, in Biotecnologie. Tante le lodi conseguite nel corso degli esami e delle lauree, e molti i voti che hanno superato il 100. A sostenerlo in tutti questi anni è stata la sua famiglia: le sorelle Giuseppina e Grazia, i figli e la moglie. Ora non esclude altre performance e a chi gli chiede quale consiglio dare ai ragazzi poco volenterosi dice: "Siate seri. Fatelo con passione e serietà. E' il modo migliore per accostarsi allo studio prima e per entrare nel mondo del lavoro poi". Una ricetta antica e sempre valida. Antica come il suo metodo di studio: nonostante l'età, Altobelli si affida quasi esclusivamente alla sua memoria e a ricerche su materiale cartaceo. Il computer? "Quello non lo uso".

AFGHANISTAN: IN VIDEO SOLDATO USA IN MANO TALEBANI

IL CAIRO - La televisione satellitare araba al Jazira ha trasmesso oggi una registrazione video in cui compare il soldato statunitense che è stato catturato dai talebani nei giorni scorsi in Afghanistan. Nel video si vede il soldato americano, con la testa rasata, parlare verso la telecamera. Il comando Usa da Kabul ha confermato che si tratta del militare americano che stava operando nella provincia sud-occidentale di Paktika quando è stato dichiarato disperso. La cattura è avvenuta con ogni probabilità a fine giugno ed é stata annunciata il 2 luglio. Successivamente comandanti talebani hanno minacciato di uccidere il prigioniero se Washington non cambierà la sua strategia in Afghanistan. "Servirsi del nostro soldato per fare propaganda è contro il diritto internazionale", ha commentato oggi a caldo un portavoce militare americano. "Stiamo continuando a fare quanto é possibile per riavere il soldato sano e salvo", ha aggiunto.

Cassino – Gli uomini della guardia di Finanza di Cassino, coordinati dal capitano Vincenzo Ciccarelli e dal Colonnello Giancostabile Salato hanno smascherato due falsi poveri. Le fiamme gialle da sempre ben presenti sul territorio, attraverso un controllo finalizzato all’individuazione di eventuali illeciti, si sono resi conto, esaminando delle autocertificazione che in due si facevano pagare l’avvocato dallo Stato, ossia una concessione che viene riservata per coloro che dichiarano un reddito familiare inferiore ai 9700 euro annui.


Giovanni Piccirilli

sabato 18 luglio 2009


Il coordinamento Acqua Pubblica di Frosinone ha chiesto all’amministrazione comunale provinciale del nuovo presidente Iannarilli un incontro tramite il quale illustrare le richieste ATO 5 S.p.A Si auspica che a seguito dell’incontro fra gli enti si trovi un accordo che metta ordine sulla gestione delle bollette. Difatti negli ultimi tempi alcuni cittadini residenti in Ciociaria, si sono visti recapitare bollette smisurate che in alcuni casi hanno suscitato manifestazioni di protese e assemblee pubbliche con l’interrogazione dei sindaci.



Giovanni Piccirilli

Bimba 5 mesi morta in vasca irrigua

E' stata trovata senza vita da alcuni passanti in una piccola vasca di cemento per l'irrigazione dei vigneti a Caldaro, nel Bolzanese, una bimba di 5 mesi. Accanto al corpicino di Martina c'era la carrozzina. Duecento uomini, tra vigili del fuoco, poliziotti, pompieri e nuclei cinofili hanno battuto la zona alla ricerca della mamma, Evi Drescher, 44 anni. La donna è poi stata trovata senza vita poco distante in un canale che esce dalla vasca. L'ipotesi più probabile è che madre e figlia siano cadute insieme, affogando a poca distanza l'una dall'altra. Il padre di Martina, Enzo Bagalà, muratore di 45 anni di origini calabresi, è sotto shock. Sul caso indaga il pm Giancarlo Bramante. Sembra, come riferisce l'agenzia Ansa, che la madre fosse in cura presso un medico, forse per una depressione cominciata dopo il parto e accentuata dalla sindrome di down di cui era affetta la sua bambina.

venerdì 17 luglio 2009

Anziano spara a Cc, ufficiale morto

E' morto l'ufficiale dei carabinieri ferito alla testa con un colpo di fucile dall'anziano che si è barricato in casa a Bosco di Nanto, nel Vicentino. L'età avanzata e il caldo di questi giorni potrebbero aver fatto uscire di senno Battista Zanellato che ha sparato e ucciso il militare che cercava di entrare nella sua abitazione per calmarlo. Più tardi l'anziano è stato bloccato in casa durante l'irruzione dei carabinieri che lo hanno arrestato. Il carabiniere deceduto è il tenente colonnello Valerio Gildoni, 42 anni: era arrivato a Vicenza domenica scorsa per prendere servizio come comandante del nucleo investigativo. La sua pattuglia era accorsa su richiesta del figlio, quando dopo insistenze l'anziano ha aperto la porta e si è trovato davanti il tenente colonnello, gli ha sparato colpendolo alla testa."Alle 17 avevamo appuntamento con il medico, poi siccome non ci apriva, per sapere se era morto o se era vivo, abbiamo chiamato i carabinieri, e lui ha sparato", racconta il figlio dell'anziano. Il fucile era in casa, un vecchio fucile che l'anziano "aveva lì da una cinquantina d'anni".Battista Zanellato era ossessionato dalla paura di subire un'aggressione nella propria abitazione. "Ha cominciato a crescergli dentro la paura dei ladri - racconta ancora Daniele Zanellato - voleva fare una recinzione attorno alla casa, non si sentiva più sicuro". "Tutte queste notizie di anziani aggrediti, è stato ucciso uno qua, uno là - prosegue - lui ne ha fatto una mania". "Mia zia ha chiamato da Milano, ha cercato di calmarlo - aggiunge - e lui le ha risposto che era circondato da mafiosi, da malavitosi". Invece attorno c'erano i carabinieri, accorsi su richiesta del figlio, perché il padre non apriva la porta.Il cordoglio di NapolitanoGiorgio Napolitano ha espresso il suo cordoglio al Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Gen C.A. Gianfrancesco Siazzu, per la morte del tenente colonnello Valerio Gildoni, ucciso nel Vicentino da un 84enne che si è asserragliato in casa. "In questa triste circostanza - scrive il capo dello Stato - desidero far pervenire a lei, signor Comandante Generale, e all'Arma espressioni di partecipe cordoglio e di solidale vicinanza".
TGCOM

giovedì 16 luglio 2009

Appello dell'AVIS per l'emergenza sangue

FROSINONE - L’Avis Provinciale di Frosinone in occasione del periodo estivo lancia la sua campagna di sensibilizzazione alla donazione del sangue. " La nostra provincia soffre - sottolinea il presidente provinciale dell'Avis di Frosinone Gianni Frattarelli - non c’e sangue negli ospedali, ogni giorno si rimandano interventi per carenza di questo farmaco, si può solo intervenire per casi urgenti. Ricordiamo che il sangue non si costruisce il laboratorio, deve essere donato! Si può donare tutti i giorni feriali presso i Centri Trasfusionali di Frosinone – Cassino e Sora oppure nelle raccolte organizzate dalle sedi comunali AVIS della nostra provincia nel mese di luglio e agosto. Sul sito www.avisprovincialefrosinone.it potrete consultare le date delle raccolte organizzate dalle sedi Avis Comunali su tutto il territorio della nostra provincia. Abbiamo visto qualche mese fa la ciociaria mobilitarsi per donare sangue per i terremotati dell’Abruzzo, siamo sicuri che lo faranno anche per questa emergenza che ci tocca molto da vicino. L’AVIS Provinciale di Frosinone è a disposizione per qualsiasi informazione, contattateci ai numeri 0775 27 05 54 0 al numero 331 300 9773 o scriveteci all’indirizzo di posta :
avis.prfr@libero.it


Condannato a un anno di reclusione per violenza sulla moglie

FROSINONE – Un anno di reclusione è la pena inflitta a un Frusinate per aver commesso violenza fisica sulla moglie di appena 24 anni. Il fatto risale all’agosto del 2007 quando entrambi si erano recati dal medico per fare alcuni controlli in merito alla gravidanza della donna, una volta fuori lo studio l’uomo ha iniziato a insultare la coniuge fino a scaraventarla fuori dall’auto e abbandonarla sull’asfalto rovente. Per il reato di violazione degli obblighi materiali e morali dovrà sborsare una somma pari a cinquemila euro oltre alla condanna penale.


Giovanni Piccirilli

(ANSA) - GIAKARTA, 17 LUG - Almeno 9 persone sono morte e altre 48 sono rimaste seriamente ferite in due distinte esplosioni in due hotel di lusso a Giakarta. Le esplosioni, quasi simultanee, si sono verificate questa mattina prima al Marriott, pochi minuti dopo al Ritz-Carlton, e sono state provocate da 'bombe di forte potenza', ha detto il ministro della sicurezza indonesiano. I due hotel si trovano nel quartiere finanziario di Kuningan. Ci sono stranieri tra le vittime, hanno riferito fonti ospedaliere.

MAFIA: CONDANNATI BOSS, COMMERCIANTI

Accusati di estorsioni a imprenditori a Palermo
(ANSA) - PALERMO, 16 LUG - Inflitti quasi 400 anni di carcere a 49 dei 50 imputati accusati di estorsioni a imprenditori e commercianti a Palermo. Il gup Anania ha condannato per favoreggiamento alcuni dei titolari di attivita' commerciali. Una sola assoluzione: il commerciante Vincenzo Cintura. Il processo si svolgeva con il rito abbreviato. La condanna piu' alta, 20 anni di carcere, e' stata inflitta a Nino Mancuso. Risarcite le parti civili, fra cui le associazioni antiracket Addiopizzo e Fai.



SICUREZZA: REGOLAMENTO PER LE RONDE

(ANSA) - ROMA, 16 LUG - L'attivita' delle ronde sara' di 'mera' osservazione e segnalazione, in specifiche aree del territorio comunale. Lo stabilisce la bozza di regolamento attuativo della legge sulla sicurezza che il Viminale varera' dopo l'entrata in vigore della legge. Gli 'osservatori volontari' potranno vigilare in nuclei di massimo tre persone, senza armi e senza mezzi motorizzati e animali. Il ministro Maroni: 'sara' un ottimo regolamento, fughera' timori e perplessita' circolate'.

Abba, baristi condannati a 15 anni
Milano, uccisero giovane dopo furto
Sono stati condannati entrambi a 15 anni e 4 mesi di reclusione Fausto e Daniele Cristofoli, i due baristi di Milano, che uccisero a bastonate un giovane nero, originario del Burkina Faso. Abdoul Salam Guibre (detto Abba), morì il 14 settembre del 2008 nella rissa, avvenuta fuori dal bar, scattata per un furto di alcuni biscotti da parte del ragazzo e dei suoi amici. Il pm Roberta Brera aveva chiesto una condanna a 16 anni e 8 mesi.
Fausto e Daniele, padre e figlio di 53 e 31 anni che gestivano un bar-chiosco, hanno aggredito a sprangate il giovane fino ad ucciderlo. Il giudice Nicola Clivio li ha ritenuti colpevoli di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Inoltre il gup ha stabilito un risarcimento di 100mila euro per i genitori di Abba e di 25mila euro per ognuna delle sorelle del diciannovenne. I familiari avevano chiesto 900mila euro per la morte del figlio. Il giudice ha ritenuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti.
Il processo si è tenuto con il rito abbreviato a porte chiuse al settimo piano del Palazzo di Giustizia del capoluogo lombardo. Presenti i genitori di Abba e i due imputati.Il padre: "Mi aspettavo pena più severa""E' stata fatta giustizia, ma solo in parte, perché la pena poteva e doveva essere più alta. Mi aspettavo una pena più severa ma sarebbe stata la stessa cosa. Il perdente sono io. Loro sono stati condannati ma io ho perso mio figlio". E' il primo commento alla sentenza di Hassan Guiebre, il padre di Abdoul. L'uomo dice di non credere "al pentimento" di chi lo ha assassinato e precisa che resterà in Italia: "Sono italiano. Io e la mia famiglia resteremo qua". Nessun commento invece sul risarcimento stabilito dalla corte: "Non penso a questo - ha detto - ma al mio dolore".I legali dei baristi: "Faremo appello"Gli avvocati di Fausto e Daniele Cristofoli hanno annunciato, subito dopo la sentenza, l'intenzione di ricorrere in appello. "Insisteremo - hanno spiegato Elisabetta Radici e Marco Bolchini - perché l'accusa di omicidio volontario venga derubricata in quella di omicidio preterintenzionale".
TGCOM

Considerata l'erede della Politkovskaia
L'hanno rapita e poi uccisa con due colpi di pistola: è morta così la cecena Natalia Estamirova, 50 anni, giornalista sequestrata all'uscita di casa a Grozny e ritrovata cadavere nella vicina Repubblica dell'Inguscezia. La morta dell'attivista, vincitrice di vari premi, compreso uno dedicato alla giornalista e amica Anna Politkovskaia, di cui è considerata per certi versi l'erede, ha provocato reazioni di sdegno in tutto il mondo.
Le ong russe hanno già protestato vivacemente per il delitto, denunciando la latitanza delle autorità federali russe e di quelle locali cecene. Anche il leader del Cremlino Dmitri Medvedev è intervenuto con tempestività: ha espresso le sue condoglianze e lo "sdegno", ordinando al capo del comitato investigativo di prendere "tutte le misure necessarie" per far luce su un omicidio che il Cremlino, come le ong, ritiene collegato in modo "evidente" all'attività della vittima.
Secondo alcuni dirigenti di Memorial, l'ong per la quale la giornalista lavorava, da 20 anni in prima linea contro abusi e repressioni, l'uccisione potrebbe essere una vendetta contro le ripetute denunce di sequestri ed esecuzioni arbitrarie da parte delle autorità, come la fucilazione pubblica sommaria di un uomo sospettato di collaborare con i guerriglieri, il 7 luglio scorso nel villaggio di Akhinciù Borzoi, a 20 km da Gudermes, il feudo di Kadyrov. Su questa ed altre vicende analoghe Estemirova aveva pubblicato anche della documentazione che pare abbia irritato i "siloviki", gli uomini legati agli apparati di forza.
Il cordoglio della Casa BiancaLa Casa Bianca si è detta "profondamente scossa e addolorata" per il rapimento e l'uccisione dell'attivista e giornalista russa, chiedendo alla Russia di consegnarne i responsabili alla giustizia. "Gli Stati Uniti sono profondamente rattristati per le informazioni sul rapimento e l'assassinio di Natalia Estemirova, militante consacratasi a far luce sugli attacchi ai diritti umani, in particolare in Cecenia. Facciamo appello al governo russo affinché consegni i responsabili alla giustizia'', scrive in un comunicato il portavoce del dipartimento di Stato, Ian Kelly.
Dura condanna della Ue"Condanniamo questo brutale atto e chiediamo alle autorità di trovare il responsabile e di prendere i necessari provvedimenti", ha affermato il ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt, il cui Paese detiene la presidenza di turno dell'Ue.
Le parole del persidente cecenoIl presidente ceceno Ramzan Kadyrov ha definito "inumano" l'assassinio della militante russa dei diritti umani Natalia Estemirova e ha promesso di sovraintendere personalmente all'inchiesta. "Quelli che hanno alzato la mano su di lei non hanno il diritto di rivendicare la denominazione di esseri umani e non meritano nessuna pietà. Il carcere a vita è una pena insufficiente per gli assassini della Estemirova, essi devono essere giudicati come esseri inumani che hanno attaccato
non solo una donna senza difesa, ma anche tutto il nostro popolo", ha dichiarato Kadyrov.

AFGHANISTAN: A ROMA LA SALMA DEL CAPORALE UCCISO


Ansa -E' stata una cerimonia breve, ma straziante, soprattutto per i familiari e la fidanzata, quella che si è appena conclusa all'aeroporto di Ciampino, dove, intorno alle 9, è atterrato il C130 con la salma del primo caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, ucciso in Afghanistan. La bara, avvolta nel tricolore, è stata trasporta a spalla fuori dall'aereo da sei paracadutisti dello stesso reggimento - l'8/o Genio guastatori di Legnago - in cui prestava servizio Di Lisio. Al feretro si sono quindi avvicinate le autorità, per rendergli omaggio: il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si è soffermato in silenzio davanti alla bara dove poì ha appoggiato brevemente la mano. Insieme a lui c'erano il ministro della difesa Ignazio La Russa, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, diversi parlamentari (Rosa Calipari, l'ex generale Mauro Del Vecchio, Gianfranco Paglia, il parà rimasto ferito nella missione in Somalia e ora su una sedia a rotelle, deputato del Pdl) e i vertici militari.A rendere gli onori al paracadutista caduto in Afghanistan un picchetto Interforze: alcuni parà avevano su un cuscino il basco amaranto e le decorazioni del loro collega e un trombettiere della Folgore ha intonato il Silenzio ed è stato questo il momento in cui lo strazio dei parenti è stato a tutti evidente. Il papà di Alessandro, Nunzio e la mamma Addolorata, sono stati sostenuti per tutto il tempo da due militari e hanno avuto il conforto continuo dell'Ordinario militare, mons. Vincenzo Pelvi, che ha benedetto la salma. Angosciate anche le sorelle del giovane parà, Maria e Valentina e la fidanzata, Mariangela: le tre si sono fatte forza l'un l'altra, abbracciate agli amici. Nel suo ultimo viaggio di ritorno in Italia il primo caporal maggiore Di Lisio è stato accompagnato dal cappellano militare di Herat, il capitano di Vascello Adriano Scalin e dal generale Giovanni Valotto, capo del Coi, il comando operativo Interforze. Tra le autorità militari che erano a Ciampino ad accogliere il feretro, il capo di Stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporin, e quello dell'Esercito, (la forza armata in cui prestava servizio Di Lisio), Fabrizio Castagnetti. Tutti, autorità e familiari, si sono accodati alla bara per un breve corteo sulla pista dell'aeroporto di Ciampino fino al carro funebre, che trasporterà la salma all'Istituto di medicina legale. Qui verrà svolta l'autopsia (sull'attentato in cui è morto il parà ed altri tre suoi colleghi sono rimasti feriti è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Roma): successivamente, la bara sarà trasferita all'ospedale militare del Celio dove è possibile che altre autorità possano portare il loro cordoglio. Il trasferimento del feretro a Oratino (Campobasso), il paese originario di Di Lisio, è previsto per questa sera. Domani, alle 16,30 nel Duomo di Campobasso, i funerali solenni.Nella notte invece erano rientrati i tre militari italiani feriti. L'aereo, un Falcon 900 dell'Aeronautica Militare con cui hanno viaggiato i tre para', tenente Giacomo Donato Bruno, primo caporalmaggiore Simone Careddu e il pari grado Andrea Maria Cammarata, e' atterrato all'aeroporto militare di Ciampino alle 00.20. Sottobordo dell'aereo i tre militari feriti sono stati trasferiti su autoambulanze militari che hanno lasciato lo scalo romano dirette all'ospedale militare Celio di Roma.di Vincenzo SinapiROMA - Nuovi mezzi blindati per i militari italiani in Afghanistan e l'impiego dei caccia Tornado non più solo per ricognizione, ma anche per azioni di copertura aerea armata. E' la risposta del Governo alla "recrudescenza degli attacchi" degli 'insorti', caratterizzata - ha detto alla Camera il ministro della Difesa, Ignazio La Russa - da una "crescente potenzialità offensiva degli ordigni". Come quello che è costato la vita al primo caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, fabbricato con "50-70 chili di esplosivo". La Russa, dopo aver espresso "partecipazione all'immenso dolore" dei familiari, ha ricostruito nel dettaglio la dinamica dell'attentato, compiuto con un "elevato e inusuale quantitativo di carica" che ha reso "vulnerabile la protezione del Lince", un mezzo "che in passato ha sempre assicurato un elevato livello di sopravvivenza" degli uomini a bordo. Una vulnerabilità che ha riguardato, in particolare, il mitragliere in ralla, cioé il militare che sporge dalla torretta, "come era drammaticamente il militare che ha perso ieri la vita". E' quella, ha detto La Russa, "la posizione sempre più delicata" ed è per questo che la Difesa ha pensato di intervenire a cominciare proprio da lì, mettendo a punto un nuovo sistema di protezione balistica, in pratica una nuova torretta, i cui primi esemplari "saranno distribuiti a partire dai prossimi mesi". Ma non è tutto. Infatti è anche "in fase di sviluppo" una nuova versione del VTLM Lince "che offrirà una maggiore protezione al personale e maggiori prestazioni complessive", ed é "in corso di realizzazione" anche un veicolo di classe superiore, denominato VTMM, realizzato secondo le stesse concezioni del Lince ma più grande e pesante più del doppio (17mila chili contro 6.200) "che offre un livello di protezione ancora più elevato". Infine c'é il 'Freccia': "un veicolo 8X8 da 28mila chili, dotato di torretta servocomandata con cannone da 25 millimetri, capace di offrire una protezione balistica e anti-mina di livello molto elevato". La Russa ha spiegato che "i primi esemplari sono appena entrati in servizio e, a partire dai prossimi mesi, si procederà alla graduale acquisizione di altri veicoli per un primo lotto di 54". Altro aspetto è quello della copertura aerea alle operazioni militari, che oggi "é assicurata solo da aerei non italiani. I nostri Tornado, infatti - spiega La Russa - hanno solo compiti di ricognizione e sorveglianza" e questo provoca "un po' di imbarazzo, perché i nostri soldati devono ricorre agli altri quando hanno bisogno di copertura aerea, mentre gli altri non possono ricorrere alla copertura aerea italiana". Da qui la necessità di "un approfondimento, che è in corso, sul possibile utilizzo dei Tornado a supporto delle forze sotto attacco, come avviene per gli elicotteri Mangusta, che già in queste condizioni operano e intervengono". Il ministro ribadisce che "la sicurezza del nostro personale resta la priorità delle priorità, assolutamente vincolante. I nostri militari devono continuare ad avere il massimo possibile in termini di mezzi, addestramento e strumenti di difesa" e non c'é, ha aggiunto, ristrettezza di bilancio che tenga. Tanto più in un Paese, come l'Afghanistan, dove "da sud a nord, da est a ovest, permane una situazione di evidente pericolosità" e dove "la sicurezza al 100 per 100 non esiste".

mercoledì 15 luglio 2009

Acrobazie su biplano, salvi per miracolo

Un pilota ai comandi di un biplano è finito contro un'auto con una famiglia a bordo, in Germania, dopo una serie di pericolose acrobazie: l'incidente, che non si è trasformato in una tragedia per miracolo, è stato ripreso da un passante ed il video, pubblicato sul sito Internet di YouTube, è subito rimbalzato su quello della Bbc. Tutto è successo nel giro di pochi secondi lo scorso fine settimana, nella cittadina bavarese di Grossostheim, a Sud della Germania.

Ieri mattina in alcune abitazioni di Ferentino della contrada Ponzano – Trinelle, dai rubinetti fuoriusciva un liquido di colore nero, molto oleoso. Immediatamente è stata allertata l’Asl competente, vigili urbani e carabinieri. Un gran disagio per gli abitanti del luogo considerando il caldo afoso degli ultimi giorni e l’impossibilità di cucinare o far carico ad altre esigenze di prima necessità.



Giovanni Piccirilli

Iran, si schianta aereo di linea

Un aereo passeggeri Tupolev della Caspian Airlines, partito da Teheran e diretto nella capitale armena Yerevan, si è schiantato nel Nord-Ovest dell'Iran, nella provincia di Qazvin, a circa 200 chilometri da Teheran. Le persone a bordo del velivolo erano 168 in tutto, di cui 153 passeggeri e 15 membri di equipaggio. Secondo le autorità tutti i passeggeri sarebbero morti nello schianto.
"Si ritiene che le persone a bordo del volo siano tutti morti", ha detto il portavoce dell'Organizzazione per l'aviazione civile, Reza Jafarzadeh, sottolineando che quello che resta del velivolo "è sparso in tanti piccoli pezzi" nell'area in cui è precipitato."Il volo 1908 è caduto 16 minuti dopo il suo decollo dall'aereoporto internazionale Imam Khomeini di Teheran", ha dichiarato Reza Jafarzadeh, portavoce dell'organizzazione dell'aviazione iraniana. L'areo, ha aggiunto, si è schiantato nei pressi del villaggio di Jannat-Abad alle 11.33 ora locale
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martedì 14 luglio 2009

Sandri, sei anni a Spaccarotella

Sandri, sei anni a Spaccarotella
Arezzo, pm aveva chiesto 14 anni
La corte d'Assise di Arezzo ha condannato a sei anni di reclusione Luigi Spaccarotella, l'agente della Polstrada che l'11 novembre del 2007 sparò il colpo che uccise il tifoso laziale Gabriele Sandri. Il pm aveva chiesto 14 anni per omicidio volontario. Il reato è stato derubricato da omicidio volontario a omicidio colposo. Violente proteste in aula dopo il verdetto.
Il padre del tifoso: "Mi vergogno di essere italiano""Sono indignato per questa sentenza. Mi vergogno di essere italiano. Se la giustizia è questa forse è meglio che gli italiani la smettano di pagare per farla funzionare". Queste le parole, dure, di Giorgio Sandri, padre di Gabriele, appena dopo la lettura della sentenza da parte della giuria del Tribunale di Arezzo.
La madre del tifoso: "Con quale coscienza""Con quale coscienza i giudici hanno fatto una cosa del genere?" si chiede, davanti al palazzo di giustizia di Arezzo, Daniela Sandri, madre di Gabriele, commentando la sentenza del processo per la morte del figlio. "Stasera - dice - quando i giudici andranno a casa, come faranno a guardare i loro figli?". "Non credo più nella giustizia, mi viene voglia di andare via dall'Italia", ha poi aggiunto la donna. "Non hanno creduto a tanti testimoni, è incredibile", ha detto, in lacrime, Daniela Sandri. "Lo hanno ucciso una seconda volta" ha concluso la donna.
Spaccarotella: "Piango di gioia"Dopo aver appreso di essere stato condannato a sei anni di carcere per omicidio colposo per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, interviene l'agente Luigi Spaccarotella. "Piango di gioia. Ho fatto bene a credere nella giustizia", ha detto il poliziotto al telefono parlando con il proprio avvocato Federico Bagattini.
Intanto grida e offese come "maiale", "bastardi" sono state lanciate da parte del pubblico presente alla lettura della sentenza del processo. Dopo la lettura il pubblico ha dato in escandescenza prima in aula, poi ha continuato fuori dal tribunale, vigilato dalle forze dell'ordine. Alcuni giovani sono in lacrime.
Gabriele Sandri perse la vita l'11 novembre del 2007. Erano appena passate da poco le 9 di domenica mattina: per sedare un accenno di rissa tra sostenitori juventini e laziali nell'area di servizio dell'A1 di Badia al Pino (Arezzo), la polizia stradale intervenne, un agente sparò dall'altro lato della carreggiata. Un colpo di pistola raggiunse al collo il 26enne supporter biancoazzurro Gabriele Sandri, Gabbo per gli amici, che si trovava in una Renault Megane. Da quel giorno è passato poco più di un anno e mezzo. E oggi l'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella e' stato condannato a sei anni di reclusione per omicidio colposo con l'aggravante della previsione del fatto.
Tg com