GIAKARTA - E' Noordin Mohammad Top, un malaysiano al terzo posto nella lista dei terroristi più ricercati dal Fbi e di cui l'attuale aspetto fisico è sconosciuto, il militante islamico che le autorità indonesiane considerano il probabile organizzatore del duplice attentato suicida di ieri a Giakarta, che ha causato, secondo l'ultimo bilancio rivisto al ribasso, 8 morti e 55 feriti nelle sale ristorante degli hotel Marriott e Ritz-Carlton. Noordin, un ex contabile di 41 anni di cui circolano due foto segnaletiche ben diverse tra loro, è considerato il capo di una cellula di irriducibili della Jemaah Islamiyah, la rete terroristica regionale che punta all'istituzione di un califfato nel sud-est asiatico, ma che si credeva fosse stata indebolita da numerosi arresti di suoi militanti negli ultimi anni. Il malaysiano è definito dal Fbi un "esperto di esplosivi, raccoglitore di fondi, reclutatore, addestratore" di terroristi. Nel 2006 è sfuggito a un raid delle forze di sicurezza indonesiane, mettendosi alla guida di un gruppo di dissidenti in rotta con il resto dell'organizzazione. Per i servizi di antiterrorismo di Giakarta, le bombe utilizzate ieri - rese ancora più letali dall'aggiunta di chiodi e bulloni - sono "identiche" agli ordigni scoperti qualche giorno fa dalla polizia in un'abitazione di Cilacap, sulla costa sud dell'isola di Giava, considerata l'arsenale di Noordin. Le autorità indonesiane credono che il malaysiano abbia organizzato anche gli attentati di Bali dell'ottobre 2002, nonché l'attacco con autobomba davanti allo stesso Marriott nell'agosto 2003. Mentre continuano le indagini, l'elenco delle vittime di ieri - in maggioranza uomini d'affari - non è ancora completo. Sono stati identificati due australiani, un neozelandese, un singaporeano e un indonesiano. "Crediamo che i tre non ancora identificati includano gli attentatori suicidi", ha detto oggi il ministro degli esteri, Hassan Wirajuda. Questa mattina, intanto, la moglie di un indonesiano ancora dato per disperso ha dato alla luce un bimbo. Nuovi dettagli stanno emergendo sulla dinamica degli attentati, due esplosioni quasi simultanee che hanno sventrato i ristoranti dei due alberghi all'ora della colazione. Il responsabile della sicurezza del Marriott, dove è scoppiato il primo ordigno, ha raccontato al Jakarta Post di aver parlato con uno dei sospetti kamikaze pochi minuti prima: un giovane con zainetto e valigia, che avrebbe detto di voler entrare nella sala da colazione per "consegnare quello che il suo capo gli aveva ordinato". Secondo l'uomo, il sospettato avrebbe alloggiato al Marriott fin dal 15 giugno, il che gli avrebbe consentito di introdurre gradualmente piccole quantità di esplosivo in camera, eludendo i controlli.