Pechino, 10-07-2009
Migliaia di persone sono in fuga da Urumqi, la capitale della regione cinese dello Xinjiang dove sono scoppiate gli scontri etnici.
Circa duecento moschee della citta' sono state chiuse nel giorno delle preghiere del venerdi' per prevenire ulteriori disordini ed e' stato reimposto il coprifuoco.
L'esercito cinese presidia ancora le strade e i musulmani sono stati invitati a pregare a casa. Secondo il governo, nelle violenze tra le etnie degli uiguri e degli han, represse domenica scorsa con il massiccio intervento della polizia, sono morte 184 persone, secondo un nuovo bilancio, mentre i feriti sono piu' di 1.000. Il governo accusa gli uiguri per la mattanza, mentre per gli uiguri la gran parte delle vittime e' stata causata dalla violenta repressione della polizia e parlano di 800 morti, una cifra che ha spinto Recep Tayyp Erdogan, premier della musulmana Turchia, a parlare di
"genocidio". Amnesty International ha chiesto al governo cinese un'indagine "seria" sulle recenti proteste e ha condannato il pronunciamento di capi di partito per la pena di morte.
Fonti ufficiali hanno annunciato che nella giornata di oggi il coprifuoco e' scattato alle 19 ora locale, le 13 in Italia.
Migliaia di persone hanno preso d'assalto le stazioni dei treni e degli autobus. Dalla principale stazione degli autobus sono gia' partite circa 10mila persone al giorno. Le famiglie delle vittime civili considerate innocenti riceveranno dal governo un risarcimento pari a 29mila dollari. Lo hanno riferito i media cinesi. Il governo si accollera' anche le spese dei funerali.
Migliaia di persone sono in fuga da Urumqi, la capitale della regione cinese dello Xinjiang dove sono scoppiate gli scontri etnici.
Circa duecento moschee della citta' sono state chiuse nel giorno delle preghiere del venerdi' per prevenire ulteriori disordini ed e' stato reimposto il coprifuoco.
L'esercito cinese presidia ancora le strade e i musulmani sono stati invitati a pregare a casa. Secondo il governo, nelle violenze tra le etnie degli uiguri e degli han, represse domenica scorsa con il massiccio intervento della polizia, sono morte 184 persone, secondo un nuovo bilancio, mentre i feriti sono piu' di 1.000. Il governo accusa gli uiguri per la mattanza, mentre per gli uiguri la gran parte delle vittime e' stata causata dalla violenta repressione della polizia e parlano di 800 morti, una cifra che ha spinto Recep Tayyp Erdogan, premier della musulmana Turchia, a parlare di
"genocidio". Amnesty International ha chiesto al governo cinese un'indagine "seria" sulle recenti proteste e ha condannato il pronunciamento di capi di partito per la pena di morte.
Fonti ufficiali hanno annunciato che nella giornata di oggi il coprifuoco e' scattato alle 19 ora locale, le 13 in Italia.
Migliaia di persone hanno preso d'assalto le stazioni dei treni e degli autobus. Dalla principale stazione degli autobus sono gia' partite circa 10mila persone al giorno. Le famiglie delle vittime civili considerate innocenti riceveranno dal governo un risarcimento pari a 29mila dollari. Lo hanno riferito i media cinesi. Il governo si accollera' anche le spese dei funerali.