sabato 4 luglio 2009

COREA NORD LANCIA 7 MISSILI NEL GIORNO DELL'INDEPENDENCE DAY


TOKYO - La Corea del Nord ha messo in atto oggi un'altra sfida alla comunitàinternazionale, lanciando in un test sette missili nel giorno dell'Independence Day americano e a ridosso del summit G8-G20 dell'Aquila, in programma dall'8 al 10 luglio, durante il quale il problema dei programmi nucleare e missilistico di Pyongyang è destinato a trovare inevitabilmente ampio spazio. La Corea del nord non deve "esacerbare le tensioni" e i lanci "sperimentali di missili di ieri e oggi non aiutano ad attenuarle", è stata la prima reazione del Dipartimento di Stato americano, mentre Russia e Cina, in una nota congiunta, hanno invece invitato alla calma e al ritorno al tavolo dei negoziati a Sei ( le due Coree, Stati Uniti, Cina. Giappone e Russia) sulla crisi nucleare. Da Seul, il giudizio è duro: atti provocatori che "violano palesemente le risoluzioni 1695, 1718 e 1874 del Consiglio di sicurezza dell'Onu e che vietano alla Corea del Nord tutte le attività relative ai missili balistici". Il governo giapponese ha fatto sapere di aver presentato protesta formale contro il Nord comunista attraverso i canali diplomatici a Pechino, mentre in una nota, il capo di gabinetto Takeo Kawamura, ha parlato di "una grave provocazione contro la sicurezza dei Paesi vicini". I primi dei sette missili balistici di oggi, con gli osservatori che tendono a inquadrare il dispiego di muscoli militari di Pyongyang nell'ambito del passaggio di potere dal 'caro leader' Kim Jong-il al terzogenito Kim Jong-un, sono stati lanciati nel mattino ed erano del tipo Scud, "con una gittata stimata di circa 500 chilometri", hanno spiegato all'agenzia di stampa 'Yonhap' da fonti del governo sudcoreano. "I test missilistici di Pyongyang di due giorni fa erano stati condotti nell'ambito di esercitazioni di routine - hanno aggiunto le fonti -, ma oggi sembra che l'iniziativa abbia natura politica, considerando che negli Usa ricorre la festa dell'Indipendenza". A distanza di poche ore ne sono stati lanciati altri quattro, presumibilmente dello stesso modello, dalla base di Gitdaeryong, vicino Wonsan, nella provincia di Gangwon: sono caduti nel mar del Giappone dopo aver coperto la distanza di 400 chilometri. Anche l'ultimo, secondo fonti militari sudcoreane, è stato uno Scud, ma - rielaborando l'intera serie - non è del tutto escluso che siano stati testati vettori balistici come i Rodong, vettori a medio raggio capaci di raggiungere 1.000-1.500 km. Non vi è alcun elemento di segnali sull'imminenza del lancio di un missile balistico intercontinentale (Icbm) né dalla base orientale di Musudan-ri né da quella nuova di Tongchang-ri sulla sua costa occidentale, ha detto Seul. Trovando concordanza di vedute nei giudizi espressi dall'ambasciatore britannico a Pyongyang, Peter Hughes, in un'inedita videoconferenza con alcuni giornalisti collegati da Londra. "Non ci sono segnali che il lancio di un missile intercontinentale multistadio possa avvenire nei prossimi giorni" ha spiegato il diplomatico. Il Paese comunista, che è solito fare leva sui missili nei momenti d'attrito con la comunità internazionale, ha dovuto subire nuove sanzioni Onu con la risoluzione 1874, che il Consiglio di sicurezza ha votato in risposta al test nucleare sotterraneo effettuato dalla Corea del Nord il 25 maggio scorso, proprio mentre era alla ricerca di un canale diretto con gli Usa. Il G8 della prossima settimana sarà l'occasione per l'esame della situazione con tutte le principali parti coinvolte nella questione nordcoreana che, a partire da saranno presenti all'Aquila: i presidenti americano Barack Obama e cinese Hu Jintao, il premier nipponico Taro Aso, che punta a chiedere agli Otto Grandi unità d'intenti e applicazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, il presidente russo Dmitri Medvedev e Lee Myung-bak, il presidente della Corea del Sud, che il prossimo anno assumerà la guida del G20.



Antonio Fatiguso