sabato 27 giugno 2009

La forza dell'amore







Ceprano (Fr) – E’ un amore puro e forte quello che questa mattina ha unito nel rito del matrimonio civile Rota Sara e Viselli Claudio. Sarebbe stato un matrimonio come un altro, uno di quelli che gremiscono la piazza del paese fra brindisi e lunghi strombazzamenti dei clacson delle auto, se non fosse per la particolare vicenda che vede protagonisti i neo sposi. Tutto ebbe inizio tre mesi fa, quando Claudio, telefonando per un posto di lavoro, sbaglia numero e fa squillare il telefono di Sara a centinaia di chilometri di stanza. Da quel dì le loro vite si sono intrecciate. A seguito di una breve, ma intensa conoscenza telefonica, Claudio ha voluto dare un volto a quella voce che ogni sera lo emozionava come nessun’altra. Con i soldi contati per pagarsi il biglietto del treno e la colazione del mattino, Claudio raggiunge Sara a Bergamo, trascorre con lei un paio di giorni, ma tutto questo non va a genio ai familiari della giovane che la costringono ad abbandonare l'abitazione. I due innamorati partono per Ceprano confidando in un’accoglienza più “umana”, ma anche qui trovano porte serrate. “Finché c’è lei non farti vedere né sentire” Sono le parole che la madre di Claudio gli ha rivolto non appena si è presentato sullo zerbino mano nella mano con la futura sposa. I due non cedono, sono determinati a guardare avanti. Dormire per strada non li spaventa, pranzare e cenare di solo fette biscottate non rappresenta un problema. Voglio condividere tutto, vivere assieme, costi quel che costi. Una baracca fatiscente, isolata dal paese, situata in aperta campagna, priva di illuminazione e gas, abitata da topi e avvolta da un tanfo grave, diventa la loro dimora. Vanno avanti per un mese, chiedono disperatamente aiuto ai servizi sociali che sembrano far cadere ogni loro richiesta, nel frattempo Sara scopre di essere incinta. La felicità del momento è contrastata dalla preoccupazione di garantire al bambino/ina una ambiente migliore in cui vivere. Sara, orami disperata, il 3 giugno contatta “Il fatto” per denunciare pubblicamente l’inefficienza dei servizi sociali. Nulla sfugge alle telecamere, neanche il malore che l’accolta durante le riprese della baracca. Sara si piega in due per le contrazioni, ha conati di vomito, cerca una sedia, ma non ci sono sedie, non c’è nulla al dire il vero, allora si appoggia alla parete di cemento e si cala piano, con la mano adagiata sul ventre a proteggere la sua stessa carne, fino a sedersi sul bordo di un vaso in terracotta. Questo accadeva esattamente un mese e mezzo fa. Dopo l’appello che la redazione si è impegnata a diffondere nel web e fra la cittadinanza cepranese, la situazione è decisamente migliorata. Il comune, in primis, si è fatto carico delle responsabilità morali e legali del caso, in particolar modo l’assessore ai lavori pubblici Paolo Castaldi ha dimostrato di essere non solo un polito, ma un uomo, un padre di famiglia. Oggi, 27 giugno 2009 Sara e Claudio hanno conseguito un traguardo fra la gioia dell’assessore che li ha sposati, e quella della redazione “Il fatto” gli unici ad essere presenti. Si profila per Claudio un contratto di lavoro e una casa messa a disposizione del comune nella quale far crescere dignitosamente il frutto del loro amore. “Sono contenta di questo giorno, è importantissimo per me. Ringrazio l’assessore Paolo castaldi che ci è stato vicini. Ringrazio anche la signora Teresa Marcoccia per averi trovato gli abiti da sposa. Conclude così Sara prima di baciare lo sposo.

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Giovanni Piccirilli